lunedì, 15 ottobre 2007

Silicio il grano di sabbia porta fortuna

aa6a900c3c6df964f2405fecb4d3bc0e.jpgDallo sconfinato deserto del Sahara e della Namibia alle spiagge di Rio de Janeiro o i vari laghi di cava in Italia luoghi che possono già da oggi svolgere un ruolo importante – e per di più molto lucrativo – per fronteggiare i crescenti problemi energetici del pianeta. Ciò che li accomuna è la presenza di silicio nella loro sabbia. Con una quota del 25,8 per cento, questo elemento chimico di simbolo Si della tavola periodica è secondo soltanto all’ossigeno per presenza e reperibilità sulla crosta terrestre. Ma ad oggi prima di poterlo vendere con profitto bisogna sottoporlo a complessi, e soprattutto costosi nonché distabile impatto ecologico, processi di raffi nazione.

Il silicio non è, però soltanto un metallo della tavola periodica degli elementi, infatti, è pure una materia prima negoziata a livello mondiale, con quotazioni che attualmente raggiungono i massimi storici. Nell’ultimo biennio il suo prezzo è letteralmente raddoppiato, per fissarsi ormai sopra i 50 dollari al chilo, con forte  e sicura tendenza al rialzo. La solidità della congiuntura ha galvanizzato la domanda dell’industria elettronica, che per la produzione di computer, telefonini o lettori MP3 non può prescindere dal silicio. Però, già da un po’ di tempo, tuttavia, gli operatori attivi sui mercati delle commodity hanno nuovi clienti, ovvero, le società che operano nel campo dell’energia solare, dove il silicio costituisce ad oggi l’elemento di base. Tutto questo grazie alle sue proprietà di semiconduttore intrinseco, esso diventa conduttivo grazie ai fotoni (luce) o al calore.

Da tempo la produzione di celle fotovoltaiche non è più relegata negli scantinati di ricercatori incalliti intenti ad assemblare pannelli nella speranza di produrre corrente. Oggi siamo di fronte ad un settore industriale completamente nuovo, specializzato nella produzione di collettori solari. Ditte come il norvegese REC Group o la tedesca Solarworld sono i leader di mercato mondiali di questo giovane comparto energetico-tecnologico. Va tuttavia puntualizzato che l’energia solare non esercita il suo fascino soltanto a causa del caro-greggio, questo perchè nel quadro del Protocollo di Kyoto i paesi industrializzati si sono impegnati a ridurre le emissioni responsabili dell’effetto serra, e di conseguenza a trovare fonti energetiche alternative. Il risultato di questa azione spinge il settore dell’energia solare in avanti portandolo a vivere un boom senza precedenti.

830f312cda58b245f1eb32d15b1cca24.jpgMa non tutto è oro ciò che luccica, infatti, questo sviluppo pare tuttavia destinato a rallentare il passo, conseguenza di ciò, l’esplosione della domanda di celle fotovoltaiche si contrappone un’offerta ridotta nel mercato di silicio raffinato. In aggiunta, il mercato mondiale di questo metallo è controllato da pochissimi fornitori che si potrebbero anche definire multinazionali, tra cui si annoverano il gruppo chimico giapponese Tokuyama, la statunitense Hemlock e la tedesca Wacker Chemie. La conseguenza di questa concentrazione dell’offerta in mano a poche aziende è che il prezzo del silicio avanza imperterrito e non accenna a fermare la sua corsa. Non ci si meraviglia quindi che gli operatori del settore inizino a chiamarlo anche «oro grigio».

Allo stato puro esso forma dei cristalli grigio scuro che ricordano un poco per la sua forma, i diamanti. Viene smerciato in tutto il mondo per un volume di negoziazione annuo di centinaia di migliaia di tonnellate. Per potersi accaparrare una fetta di questo redditizio mercato, tutte le industrie coinvolte si stanno adoperando per aumentare le rispettive capacità di produzione. Lo scorso mese di gennaio la tedesca Wacker Chemie, ha, ad esempio, avviato i lavori di ampliamento del suo impianto di Burghausen, località che si affaccia sulla riva sinistra del fiume Salzach al confine con l’Austria. La nuova infrastruttura, secondo quanto communicato dall’azienda, permetterà di passare dalle attuali 5.500 a 9.000 tonnellate. Un progetto che tuttavia ha il suo prezzo, la Wacker Chemie parla di un investimento di 200 milioni di euro.

Un certo rischio residuo presente nel settore è tuttavia inevitabile. Dopo il boom dei computer, trainato dalla information technology, alla fine degli anni Novanta si è visto con quale rapidità i sogni possano frantumarsi. Anche quelli dei produttori di silicio, che hanno assistito al crollo dei prezzi con i magazzini colmi di metallo raffinato. Nel frattempo il settore si è risollevato dalla crisi, le quotazioni hanno ripreso a salire e nulla lascia prevedere un’inversione di tendenza.

Conclusione

93c579f653bf581afe83bdc1d3ca57c7.jpgMa in ambito globale quali sono le prospettive nel settore? Negli Stati Uniti la promozione delle fonti energetiche rinnovabili è diventata un affare di Stato. Nel discorso alla Nazione di inizio anno il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha dato nuovi impulsi al settore, preannunciando di aumentare del 22 per cento le sovvenzioni statali per il sostegno dell’energia alternativa al fine di ridurre la dipendenza del paese dal petrolio.

E cosi nella soleggiata California le intenzioni hanno assunto concretezza già in gennaio, con l’annuncio del maggior programma solare mai realizzato su suolo americano. L’Autorità di regolazione statale PUC (Public Utilities Commission) ha varato un piano di undici anni che prevede la promozione su vasta scala dell’energia solare.

Le economie domestiche e le imprese beneficeranno di agevolazioni se adotteranno questo tipo di energia. Secondo i calcoli della PUC, in questo modo l’approvvigionamento di energia elettrica dovrebbe raggiungere 2,3 milioni di cittadini della California.

63fbf44504f559acf4182db9c69827ed.jpgGli impianti solari dello Stato sarebbero in grado di sfornare 3000 megawatt di energia, l’equivalente di sei centrali elettriche tradizionali. Al momento negli Stati Uniti la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica è di soli 400 megawatt. Una volta attuati i progetti, la California potrebbe accodarsi dietro il Giappone e la Germania come terzo produttore mondiale di energia solare.

Una cosa è certa: la skyline di San Francisco, Los Angeles e Santa Barbara subirà delle vistose modifiche. Sui tetti della California è infatti previsto il montaggio di un milione di impianti solari.

Nota

cbb26a8bdfee6b597b8fc1c8fc83fe63.jpgDopo l’onerosa raffinazione del silicio vengono prodotti i cosiddetti «wafer». In un laborioso processo si ottengono dei lingotti cilindrici, lunghi fino a due metri e con un diametro di 30 centimetri, che vengono successivamente tagliati a uno spessore di mezzo millimetro.

I «wafer» servono poi da elementi di base per l’assemblaggio di semiconduttori e celle solari. I maggiori paesi produttori mondiali sono il Giappone, Taiwan, ma anche la Germania, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti.

Scritto: da LuisB