lunedì, 20 febbraio 2012

Guadagni 500 o meno euro al mese?

giorgio stracquadanio,politica,economia,finanza,opinione,video,lavoro,precariato,solidarietàBene dillo al parlamentare Giorgio Stracquadanio…

Durante la trasmissione “Punto a capo”, in onda su Class TV, l'onorevole Giorgio Stracquadanio, in forza al Pdl, torna a scioccare una buona parte della popolazione italiana con le sue opinioni fuori da ogni logica - senza menzionare l'assenza di rispetto per quelli che contribuiscono ai profumati stipendi dei politici - affermando che:

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lunedì, 28 novembre 2011

Il mistero delle banconote da 50 euro

denaro,euro,banconote,crisi bancarie,economia,finanza,risparmio,viaggi,speculazione,banche,europa,bceOgni viaggiatore europeo sa che entrare in un negozio in Francia, Spagna o in Italia con banconote da 100 o più euro, può creare delle difficoltà soprattutto se si tratta di piccoli acquisti quotidiani, cosa invece perfettamente possibile in Germania e in Austria, ad esempio. Le modalità di pagamento cambiano da un paese all'altro e, di conseguenza, cambia la varietà delle banconote in circolazione.

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giovedì, 24 marzo 2011

Un dollaro che ne vale milioni

3410001438_910347fd96_o.jpgSecondo un rapporto del U.S. Government Accountability Office (GAO) pubblicato di recente, se gli Stati Uniti sostituissero la loro unità economica cartacea con monete di uguale valore, come è successo in molti altri paesi, il risparmio per la nazione, nei prossimi 30 anni, potrebbe arrivare a 5,5 miliardi di dollari.

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lunedì, 17 maggio 2010

Grecia: il vero deficit dell'Europa è sociale, non economico

003x.jpgOccorre senza dubbio, anche se ancora c'è molto da fare, lodare l'azione delle innumerevoli persone che, negli ambienti politici ed economici, cercano di cambiare, in nome del bene pubblico europeo, la meccanica internazionale di distruzione di questo stesso bene pubblico perpetuata dagli speculatori finanziari che operano con, a oggi, totale disinvoltura nei mercati. Gli speculatori che stanno attaccando la Grecia, prima di spostare le loro attenzioni verso il Portogallo, la Spagna, e, forse presto, l'Irlanda, la Francia e non da escludere l'Italia, probabilmente non hanno intenzione di limitare la propria offensiva ai singoli paesi ma attaccheranno in futuro pesantemente anche l'euro. Bisogna apprezzare e dare il giusto valore anche alle affermazioni, espresse pubblicamente, in diversi Stati membri, da politici e professionisti d'inattaccabile autorevolezza, che esprimono la forte convinzione che nessun paese dell'Unione europea possa uscire da solo dall'attuale crisi finanziaria innescata ad arte nel già debole mercato ellenico.

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mercoledì, 13 gennaio 2010

Islanda: se non riusciremo a pagare il debito… beh… non lo pagheremo

241792724.jpgL'Islanda, piccolo paese senza esercito che conta circa 320.000 abitanti, ha annunciato che condizionerebbe il rimborso del suo debito alle sue "capacità di pagamento". Se l'attuale recessione perdura, l'Islanda valuta seriamente di non rimborsare i suoi debiti ai creditori, in maggioranza istituti bancari esteri.

Anche se la portata di questa decisione deve essere valutata con cautela, tanto più che sarà necessario verificare se sarà effettivamente applicata, essa potrebbe, tuttavia, rappresentare una vera opportunità, una dalla quale molti governi (di paesi più o meno in via di sviluppo, nonché di transizione) e molti movimenti sociali, potrebbero trarre ispirazione per fare leva sui propri creditori e rimettere così in discussione il pagamento incondizionato del proprio debito pubblico.

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lunedì, 30 novembre 2009

Dubai: le vulnerabilità di un sogno di successo

705990079.jpgL'incapacità del governo di Dubai di rifinanziare il massiccio debito accumulato dalla principale azienda immobiliare statale, Dubai World, ha scosso il mondo intero, facendo sorgere, in molti osservatori, perplessità riguardo non solo alla severità della crisi economica in essere ma anche riguardo alla vera identità di Dubai e, soprattutto, su chi ne ha il controllo.

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mercoledì, 20 maggio 2009

L'errore delle banche centrali

610x.jpgPoco più di cinque anni fà, Ben Bernanke, oggi presidente della riserva federale statunitense (FED), pronunciò un discorso "sulla grande moderazione", designando così il ribasso della volatilità dell'inflazione e della produzione nel corso dei due decenni precedenti. Vi sottolineava il ruolo benefico di una politica monetaria migliorata. I banchieri centrali ne provarono un certo orgoglio. Ma, come dice la Bibbia, l'orgoglio precede la caduta. Oggi, questi stessi banchieri sono alle prese con la recessione peggiore dagli anni 1930, un sistema bancario sotto aspersione governativa ed un rischio di deflazione. Come è potuto succedere?

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mercoledì, 22 ottobre 2008

I fondi sovrani, nè angeli nè demoni

Sovereign Wealth Funds 350.270.jpgDalla caduta del muro di Berlino, avvenuto il 9 novembre 1989, che emerge un capitalismo-globale che va di pari con la diffusione universale del mercato e della marginalizzazione dei modelli alternativi di regolamentazione dell'economia. La crisi finanziaria nata nel 2007, e tuttora in corso, perché costituisce il primo vero colpo globale sull'economia globalizzata, agisce come un rivelatore ed un acceleratore dei cambiamenti fondamentali di questo nuovo regime di crescita.

I primi cambiamenti riguardano il declino relativo dell'occidente. L'ora è ai poteri relativi e alle potenze multiple in equilibrio instabile. Il potere è diviso tra il Nord ed il Sud, che contano ormai ognuno per metà nell'attività mondiale.

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mercoledì, 15 ottobre 2008

Gli Stati Uniti sono entrati in recessione economica

610x.jpgUn responsabile della riserva federale statunitense ha affermato per la prima volta, martedì 14 ottobre, che gli Stati Uniti d’America erano d'ora in poi già entrati in recessione, quasi un mese dopo l'inizio della tempesta che ha colpito i mercati finanziari mondiali. Janet Yellen, presidente della banca centrale regionale di San Francisco, è la prima responsabile della banca centrale a riprendere al proprio conto una diagnosi condivisa da numerosi economisti, in base al rallentamento economico subito dalla crisi finanziaria negli Stati Uniti.

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mercoledì, 08 ottobre 2008

Il sistema bancario tedesco si spezzerà?

610x.jpgViene da chiedersi se i banchieri tedeschi siano una banda di dilettanti… È, in ogni caso, l'immagine che iniziano ad attribuirgli i cittadini tedeschi. In settembre, già, la KFW, principale banca pubblica di aiuti alle PMI, aveva eseguito un trasferimento di 300 milioni di euro alla banca d'affari americana Lehmann Brothers, due giorni dopo la notizia della sua bancarotta! Oggi, nell’occhio del ciclone troviamo la Hypo Real Estate (HRE), banca che svolge un ruolo centrale nel sistema finanziario tedesco, che ha riconosciuto un “buco” supplementare di almeno 15 miliardi di euro.

E tutto ciò, due giorni dopo che il piano di salvataggio di 35 miliardi che il governo federale tedesco e le banche avevano stabilito per salvare proprio loro! Peer Steinbrück, ministro federale delle finanze è, dunque, a dire poco furioso: in piena crisi, i suoi “servizi”, come quelli della Bafin, l'autorità dei mercati finanziari, non hanno percepito nulla e passano per principianti. Ciò non contribuisce a rassicurare i mercati ed i cittadini.

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