sabato, 10 marzo 2012

Nel nome di Lord Kony

joseph kony,africa,uganda,bambini,democrazia,diritti umani,social network,libertà,politica,opinione,guerra civile,attualitàJoseph Kony is basically Adolf Hitler. He has an army of 30,000 mindless children who slaughter innocent people in Uganda(Joseph Kony è come Adolf Hitler. Ha un esercito di 30.000 ragazzini sconsiderati che uccidono gente innocente in Uganda). Avete visto passare una frase del genere sul vostro feed Twitter o Facebook nei giorni scorsi? Oppure avete osservato tag come queste: #TweetToSave the Invisible Children of Uganda! #Kony2012 Make Joseph Kony Famous!!

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venerdì, 29 aprile 2011

Diritti umani a Madre Natura

sustain-environment.gifForse sono le origini indigene a spingere il boliviano Evo Morales - primo presidente, tra i paesi dell'America Latina, di questa discendenza - ad applicare, nella gestione della sua nazione, politiche più ecologiche.

La Bolivia, infatti, promulgherà la "Legge di Madre Natura" (Ley de Derechos de la Madre Tierra), un radicale approccio legislativo che, secondo le parole del vice presidente Alvaro García Linera "stabilirà una nuova relazione tra l'uomo e la natura".

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martedì, 06 aprile 2010

Ben Smim: per non dimenticare

grande-1143129-1469022.jpgLa rivolta degli abitanti di Ben Smim è iniziata nel 2001, quando gli abitanti di questo piccolo villaggio, situato ai piedi delle montagne del Medio Atlante, hanno rifiutato di cedere la loro unica ricchezza: la loro acqua. E questa battaglia li ha resi famosi anche oltre le frontiere del Marocco.

Di solito, infatti, si parla del Medio Atlante soltanto per contare le morti annuali di bambini dovute ogni inverno al freddo o le morti di donne in seguito al parto (1). Questa regione è spesso sinonimo di esclusione sociale, di isolamento culturale, di povertà assoluta e di assenza delle basi minime di sopravvivenza di infrastrutture sanitarie, scolastiche e stradali. Grazie a questa battaglia per l'acqua, tuttavia, la regione è uscita dall'anonimato.

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mercoledì, 09 dicembre 2009

La Terra e una demografia sostenibile

1804817702.jpgLa crescita demografica sul pianeta Terra è ancora in gran parte considerata come un dato sul quale è difficile agire direttamente. Chi andrebbe contro la libertà di tutti, ricchi o poveri, di procreare secondo il proprio desiderio? Chi prenderebbe posizione contro il dogma della "crescita economica per tutti" che per oltre sessant'anni ha cullato il mondo come il migliore modo di combattere un aumento demografico senza limiti? E tuttavia, anche i dogmi più solidi possono crollare.

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giovedì, 17 settembre 2009

La privatizzazione dei terreni agricoli in Pakistan

1749526641.jpgLe imprese e i fondi di investimento arabi, sia di natura "sovrana" che privati, negli ultimi due anni si stanno "avventando" sul business dell'agricoltura in Pakistan, accaparrandosi, tra l'altro, le rare risorse di acqua potabile disponibili. Il governo pakistano ha appena offerto un milione di acri (cioè quasi 405.000 ettari) di terreni agricoli ai monarchi arabi, aprendo così la via ad un nuovo sistema feudale privatizzato.

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giovedì, 30 luglio 2009

Il conflitto della Repubblica Democratica del Congo è una guerra economica internazionale

1747438445.jpgDalla fine dell'agosto 2008 nelle province del Kivu, situate nell'est della Repubblica Democratica del Congo (RDC) diversi gruppi armati hanno ingaggiato violenti scontri. Questi scontri, le cui vittime principali sono civili, soprattutto donne e bambini, stanno finalmente attirando l'attenzione dei mass media e della Comunità internazionale.

Attenzione che è assolutamente giustificata e necessaria, vista l'ampiezza della catastrofe umanitaria: stupri, omicidi, saccheggi stanno facendo fuggire dai propri villaggi centinaia di migliaia di persone. Questa attenzione, tuttavia, arriva con ampio ritardo, considerando che in quest'area, al confine con il già martoriato Ruanda, con l'Uganda ed il Burundi, è da anni una vera e propria polveriera, a causa delle risorse minerarie di cui abbonda il suo sottosuolo. Esattamente come in Sierra Leone, o in Angola o in Sudan, la guerra in RDC non ha nulla a che vedere con i conflitti etnici: si tratta a tutti gli effetti di una guerra economica internazionale, finalizzata all'accaparramento delle consistenti ricchezze naturali.

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martedì, 21 aprile 2009

Dmitri Medvedev, il fido luogotenente di Vladimir Putin

610x.jpgAll'ultimo vertice del G20 di Londra, la Russia è rimasta decisamente in secondo piano. Il presidente russo Dmitri Medvedev si è fatto notare soltanto in relazione alla sua intervista con Barack Obama rilasciata il 1° aprile, e, in minor misura, per la conferenza alla London School of Economics che ha tenuto il giorno dopo. La performance del presidente russo avrebbe potuto essere più accattivante, ma la Russia non aveva nulla di serio da proporre al G20 e, ad oggi, non ha versato un solo dollaro per il piano di rilancio del fondo monetario internazionale (FMI).

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martedì, 31 marzo 2009

Quei paesi che tradiscono Gandhi

610x.jpgIl Dalaï-Lama non andrà in Sudafrica. Doveva partecipare ad una conferenza sul tema del calcio come strumento di lotta contro il razzismo e la xenofobia, insieme ad altri Premi Nobel per la pace. Però il suo visto è stato rifiutato da Pretoria "in nome dell'interesse nazionale". Il ministero degli esteri nega aver ceduto a pressioni cinesi, ma nessuno è stupido...

 

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martedì, 24 giugno 2008

Darfur, fiasco in vista per la missione dell'ONU

0191b888ea94c3eb1c248f164062f03a.jpgMancanza di materiale, continue divisioni interne, totale impotenza: i caschi blu (militari per il mantenimento della pace dell'ONU) impegnati dall'inizio dell'anno, infatti, sei mesi dopo il lancio dall'ONU della sua più importante missione di mantenimento della pace, la più costosa e la più mediatizzata della storia - la spedizione di 26.000 caschi blu nel Darfur -, l'operazione non riesce ancora ad assicurare la minima protezione della popolazione che era supposta salvare.

Ad oggi, appena un terzo delle forze militari ed un quarto delle forze di polizia furono usate, così che la missione minaccia di diventare già alla partenza un fallimento catastrofico. Il materiale non arriva ed i soldati sono ridotti a dipingere i loro caschi di blu (o a ricoprirli con una plastica blu fissata da un elastico).

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martedì, 13 maggio 2008

Infinite tragedie birmane

725f6793712fa21995de91753015c6ca.jpgIl recente passaggio dieci giorni fa del tifone Nargis è doppiamente tragico per il popolo birmane. Soffrendo già delle condizioni di vita più precarie dell'Asia, dei anni di dittatura ed incurie economiche, è oggi colpito da un disastro naturale terrificante. Le dispute internazionali nella ricerca di una soluzione pacifica e dei cambiamenti democratici col regime birmano sono bene conosciute, ma la nostra prima emergenza è, deve esserlo, oggi umanitaria. Gli ultimi numeri avanzati ufficialmente dalle Nazioni Unite estimano in più di 100 000 morti. È già da temere che questo bilancio non diventi ancora più pesante: il ciclone ha colpito particolarmente il delta dell'Irrawaddy, una delle regioni tra le più popolate del paese.

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