sabato, 10 marzo 2012
Nel nome di Lord Kony
“Joseph Kony is basically Adolf Hitler. He has an army of 30,000 mindless children who slaughter innocent people in Uganda” (Joseph Kony è come Adolf Hitler. Ha un esercito di 30.000 ragazzini sconsiderati che uccidono gente innocente in Uganda). Avete visto passare una frase del genere sul vostro feed Twitter o Facebook nei giorni scorsi? Oppure avete osservato tag come queste: #TweetToSave the Invisible Children of Uganda! #Kony2012 Make Joseph Kony Famous!!
20:22 Scritto da yuumei in Attualità, Diritti Umani, Opinione, Politica, Solidarietà, Video | Link permanente | Commenti (0) | Tag: joseph kony, africa, uganda, bambini, democrazia, diritti umani, social network, libertà, politica, opinione, guerra civile, attualità, video | OKNOtizie | |
Facebook |
|
mercoledì, 10 novembre 2010
La stanza di Selinah: 90 giorni per rinascere dall’AIDS
Abbiamo tutti familiarità, purtroppo, con l'immagine spettrale del malato di AIDS che si consuma di fronte ai nostri occhi. Ma quello che la maggior parte delle persone non sa è che il percorso di recupero di un malato di AIDS sotto antiretrovirali (ARV) è altrettanto drammatica, ancorché in maniera assolutamente positiva.
16:16 Scritto da yuumei in Attualità, Sanità, Solidarietà, Video | Link permanente | Commenti (0) | Tag: aids, solidarietà, africa, antiretrovirali, effetto lazzaro, selinah, fondazione topsy, sudafrica, video, sanità, medicina | OKNOtizie | |
Facebook |
|
martedì, 08 giugno 2010
I vincitori della Coppa del Mondo 2010 li conosciamo già!!!
In pieno periodo di annunci delle selezioni per le squadre nazionali in occasione della Coppa del Mondo, le società di calcio si devono preparare quanto i giocatori, poiché, in questa concorrenza globale, le sfide finanziarie sono enormi.
La cerimonia di apertura della 19a Coppa del Mondo di Calcio, l'11 giugno alle 16, il comitato organizzativo sudafricano è tuttora attivamente impegnato ad assicurarsi che tutto sia terminato in tempo per accogliere al meglio i 450.000 ospiti attesi, una cifra ben lontana dai 1,3 milioni di turisti registrati in occasione dell'ultimo mondiale, nel 2006, in Germania.
15:32 Scritto da yuumei in Attualità, Economia, Opinione, Sport, Video | Link permanente | Commenti (0) | Tag: sud africa, calcio, sport, economia, coppa del mondo, africa, sponsor, attualità, opinione, video | OKNOtizie | |
Facebook |
|
giovedì, 30 luglio 2009
Il conflitto della Repubblica Democratica del Congo è una guerra economica internazionale
Dalla fine dell'agosto 2008 nelle province del Kivu, situate nell'est della Repubblica Democratica del Congo (RDC) diversi gruppi armati hanno ingaggiato violenti scontri. Questi scontri, le cui vittime principali sono civili, soprattutto donne e bambini, stanno finalmente attirando l'attenzione dei mass media e della Comunità internazionale.
Attenzione che è assolutamente giustificata e necessaria, vista l'ampiezza della catastrofe umanitaria: stupri, omicidi, saccheggi stanno facendo fuggire dai propri villaggi centinaia di migliaia di persone. Questa attenzione, tuttavia, arriva con ampio ritardo, considerando che in quest'area, al confine con il già martoriato Ruanda, con l'Uganda ed il Burundi, è da anni una vera e propria polveriera, a causa delle risorse minerarie di cui abbonda il suo sottosuolo. Esattamente come in Sierra Leone, o in Angola o in Sudan, la guerra in RDC non ha nulla a che vedere con i conflitti etnici: si tratta a tutti gli effetti di una guerra economica internazionale, finalizzata all'accaparramento delle consistenti ricchezze naturali.
11:57 Scritto da yuumei in Attualità, Geopolitica, Opinione, Pace, Politica, Solidarietà, Video | Link permanente | Commenti (0) | Tag: geopolitica, africa, repubblica democratica del congo, solidarietà, economia, pace, diritti umani, sviluppo sociale | OKNOtizie | |
Facebook |
|
giovedì, 11 dicembre 2008
È online il nuovo sito di Alice for Children
16:14 Scritto da yuumei in Diritti Umani, Solidarietà | Link permanente | Commenti (0) | Tag: orignis, virgilio, alice for children, solidarietà, africa, kenya | OKNOtizie | |
Facebook |
|
venerdì, 05 settembre 2008
L'Africa, continente dimenticato dalle negoziazioni climatiche
Il 25 agosto il coordinamento umanitario dell'ONU locale ha annunciato che quasi 30.000 persone sono vittime delle inondazioni nel sud del Ciad. In Etiopia, 75.000 persone, secondo la Croce Rossa, sono duramente colpite dalla siccità.
Nulla permette di attribuire questi fenomeni al cambiamento climatico, ma dovrebbero far riflettere sui pericoli che quest'ultimo implica per il continente africano, che ne non è, peraltro, responsabile, con meno del 5% delle emissioni mondiali di gas a effetto serra. Nel dibattito sul clima, l'Africa è il continente dimenticato, pur rischiando di essere una delle principali vittime del riscaldamento planetario, e senza avere - per il momento - i mezzi per combatterla.
14:10 Scritto da yuumei in Attualità, Diritti Umani, Ecologia, Solidarietà | Link permanente | Commenti (0) | Tag: originis, africa, acqua, protocollo kyoto, clima, luis batista | OKNOtizie | |
Facebook |
|
giovedì, 28 agosto 2008
Nato nel mese di settembre?
quest'anno ho deciso di usare il mio 42 compleanno per fare qualcosa di buono per il mondo: la campagna di Settembre per portare acqua pulita e potabile alla popolazione etiopica.
Ho recentemente scoperto, infatti, che più di 1.1 miliardo di persone al mondo oggi non possiede la più fondamentale delle necessità: acqua pulita da bere.
12:45 Scritto da yuumei in Attualità, Karma, Pace, Solidarietà | Link permanente | Commenti (0) | Tag: originis, solidarietà, pace, acqua, africa, compleanno, settembre | OKNOtizie | |
Facebook |
|
giovedì, 27 settembre 2007
Cioccolato 90% di retrogusto amaro
Il cacao ivoriano ha un 90 per cento di retrogusto amaro. La materia prima che alimenta gran parte del mercato mondiale del cioccolato è servita a finanziare il conflitto in Costa d’Avorio. A riempire le borse dei signori della guerra africani non sono più i diamanti e i legni pregiati, ma i semi di cacao. Le multinazionali che si occupano di trasformare i semi in tavolette, avrebbero, infatti, finanziato la guerra civile scoppiata in Costa d'Avorio fra il 2002 e il 2004. E che è continuata in sordina anche negli ultimi tre anni.
Circa 118 milioni di dollari ricavati dal commercio dei baccelli sono stati usati per comprare armi, sia dalle forze governative del presidente Laurent Gbagho sia dai ribelli. È un paradosso noto da tempo, per un paese, la ricchezza di risorce naturali può trasformare in una maledizione. È il caso della Costa d’Avorio, il primo produttore mondiale di cacao. Il paese del corno d'Africa è il primo produttore mondiale, con esportazioni record (oltre il 60%) dirette verso l'Unione Europea. Una vera miniera che vale il 40% dell'intero mercato globale: il Ghana, paese confinante e secondo produttore, si ferma alla metà.
Qui in queste terre d’Africa la guerra civile è cominciata nel settembre del 2002. Interrotto dopo il cessate il fuoco del 2003, il conflitto è ripreso, più violento di prima, nel novembre 2004. Dopo oltre due anni, un accordo di pace è stato firmato a marzo nella capitale del Burkina Faso, Ouagadougou, per metter fine alla divisione del paese in due zone: il nord controllato dai ribelli e il sud in mano alle forze governative. Fino ad allora la sicurezza nella zona cuscinetto era stata garantita dalla Francia. A marzo il presidente Gbagho ha nominato primo ministro Guillame Soro, capo dei ribelli delle Forze Nuove (FN).
Anche un prodotto apparentemente innocuo come il cioccolato può servire ad alimentare un conflitto sanguineo. Concentrandoci sulle dinamiche e non sulle cause della guerra, mostrando i legami tra lo sfruttamento del cacao e le violenze, legami resi possibili dalla corruzione.
Il finanziamento sarebbe avvenuto tramite una distribuzione di aiuti economici a pioggia, dollari dei quali avrebbero beneficiato entrambi i fronti in conflitto. Più di 118 milioni di dollari di profitto del commercio di cacao sono stati utilizzati per finanziare il recente conflitto. Il governo ne ha deviati oltre 58 milioni per l'acquisto di armi, e lo stesso hanno fatto i ribelli che hanno organizzato una tassazione parallela.
Se in altre zone dell’Africa è stato il commercio di diamanti a finanziare i conflitti, in Costa d’Avorio tutto ruotava intorno al cacao. Secondo le testimonianze raccolte nel campo i baccelli sono serviti da moneta di scambio per acquistare armi ed elicotteri da combattimento, invece che essere utilizzati per il sostegno della popolazione.
A servirsi dei proventi del cacao per scopi militari è stato il governo, infatti, avrebbe sottratto venti milioni di dollari dalle casse delle istituzioni che si occupano del commercio per rifornire le forze armate del presidente, accusate di gravi violazioni dei diritti umani.
Ma anche i miliziani delle Forze Nuove hanno tratto profitti dal cacao, riscuotendo dazi sul trasporto dei baccelli nelle loro zone. Conservando il controllo sui proventi del cacao coltivato nel nord, i ribelli hanno potuto apporsi a lungo alla riunificazione del paese. Dall’accordo di pace di marzo è cambiato poco, poiché molti capi-banda continuano a prelevare dazi ingenti, in particolare, si sono arricchiti ai danni della popolazione locale, che per il 70% lavora nel settore agricolo dove si coltiva il 10 per cento di tutto il cacao ivoriano.
Nel paese i controlli sul commercio del cacao sono inesistenti, i problemi, invece, non mancano, poiché le risorse sono gestite male, i conti delle aziende sono segreti e la corruzione è molto diffusa. L’indice va puntato sicuramente contro i vertici locali dell’industria del cacao e contro le società internazionali che producono cioccolato. Alcune di loro, quotate alla borsa ivoriana del caffè e del cacao, avrebbero contribuito a sottrarre fondi, nel caso si tratterebbe di una società ivoriana di proprietà del gruppo statunitense ADM, la Cocoa Sifca, e della Dafci, che appartiene alla francese Bolloré. L’industria del cioccolato preferisce non rivelare da dove arrivano i baccelli che usa e le aziende non comunicano quasi mai i loro dati contabili.
Sebbene sia vero che il cacao mondiale è prodotto in una fascia tropicale tra il 20° parallelo nord ed il 20° parallelo sud, mentre il cioccolato, il suo principale derivato, è consumato per la stragrande maggioranza da Europei ed Americani. Le società occidentali hanno ammesso che per esercitare le loro attività in Costa d’Avorio pagano al governo di Abidjan alcune imposte commerciali. Ma non si preoccupano dell’uso che viene fatto di queste tasse né rendono pubblico l’ammontare delle cifre versate.
Inoltre, é quasi inutile dire che produttori e raccoglitori ricevono il minimo profitto dalla vendita finale del prodotto da loro coltivato. Infatti, il prezzo della materia prima sfugge invece alle logiche economiche dei produttori e dei loro paesi d’origine visto che esso è fissato in un apposito mercato presso la Borsa di Londra. Questo perché alla Borsa non si acquista un bene reale bensì “futures” di cacao, dei veri e propri titoli di proprietà, da ritirare concretamente in un momento successivo, approfittando se possibile dell’aumento dei prezzi. Gli eventuali profitti di queste prassi economico-speculative non cambiano in alcun modo gli introiti dei produttori.
Conseguentemente il 20% delle fave mondiali transita dall’Olanda che è il principale paese produttore di semilavorati, polvere, burro e liquore di cacao poi usati per i dolciumi. Il mercato è dominato per l’80% da sole 6 multinazionali: Mars (Usa), Philip Morris (Usa, proprietaria di Kraft, Jacobs, Suchard, Cote d’Or e Milka), Herskey (Usa), Nestlé (Svizzera), Cadbury-Schweppes (Regno Unito) e dell’italiana Ferrero.
Da tenere in considerazione anche una lunga serie di atti di intimidazione nei confronti di chi indagava sul «sistema del cacao»: nel 2004 è scomparso il giornalista franco canadese Guy-Andre Kieffer e pochi mesi più tardi è stato sequestrato, e poi rilasciato, un giurista francese che stava effettuando controlli per conto dell'Unione europea.
Per approfondimento
Cacao è una pianta della famiglia delle Sterculiaceae, originaria dell'America meridionale. Esso è l'ingrediente base per ottenere una buona cioccolata. La coltivazione richiede elevate spese d'impianto e comincia a produrre dal quinto anno, mentre la fruttificazione dura per un trentina d'anni.
Ogni pianta fornisce 1-2 kg di semi secchi; la fruttificazione è continua, ma durante l'anno si hanno due periodi di massima produzione.
Il frutto della pianta (cabossa), si raccoglie un paio di volte all'anno, viene schiacciato e lo si fa riposare per circa una settimana, per poi estrarne la polpa ed i semi.
Cioccolato è un dolce derivato dai semi della pianta del cacao (theobroma cacao) diffuso e ampiamente consumato nel mondo intero. È preparato a partire dal burro di cacao (la parte grassa dei semi di cacao) con aggiunta di polvere di semi di cacao, zucchero e altri ingredienti facoltativi, quali il latte, le mandorle le nocciole o altri aromi.
Il cioccolato viene prodotto nelle forme più svariate; la più comune è la tavoletta, ma, sia industrialmente che artigianalmente, il cioccolato viene modellato in forme diverse, specie in occasione di ricorrenze o festività. Oltre a ciò, il cioccolato è anche un ingrediente di svariati dolciumi: gelati, torte, biscotti budini e altro.
La cioccolata è invece una bevanda liquida a base di polvere di semi di cacao. (fonte: Wikipedia).
La Repubblica di Costa d'Avorio (conosciuta dal 1985 come Repubblica di Côte d'Ivoire) è uno Stato dell'Africa Occidentale. Confina ad ovest con la Liberia e la Guinea, a nord con il Mali e il Burkina Faso, ad est con il Ghana e a sud con il Golfo di Guinea. La Costa d'Avorio è una repubblica presidenziale con capitale Yamoussoukro; la lingua ufficiale è il francese.
La popolazione odierna è composta da circa 60 gruppi etnici raggruppabili in 5 grandi ceppi: Akam, Gur, Kru, Mandé del Nord, Mandé del Sud. La Costa d’Avorio offre al turista numerose bellezze naturali come le zone montuose attorno alla regione del Man, l’affascinante territorio dei Semoufo, il parco nazionale di Conoe (il più vasto di tutta l’Africa occidentale) e i remoti villaggi dei pescatori.
Nonostante il suo sviluppo economico sia insidiato dall'agitazione politica dovuta alla dilagante corruzione, la Costa d'Avorio rimane uno degli stati più prosperi dell'Africa occidentale.
Scritto: da LuisB
13:13 Scritto da yuumei in Attualità, Diritti Umani, Economia, Geopolitica, Opinione, Pace, Politica, Solidarietà | Link permanente | Commenti (0) | Tag: africa, economia, politica, costa d’avorio, cioccolato, cacao, diritti umani | OKNOtizie | |
Facebook |
|






















