venerdì, 21 settembre 2012
Il miracolo pachistano: l’auto ad acqua
Agha Waqar Ahmad merita di ricevere una medaglia dal popolo pachistano, per gli enormi servizi resi alla nazione: in solo pochi giorni è riuscito a mostrare a tutti quanto il Pakistan sia sprofondato in una profonda fossa di ignoranza e auto illusione. E sicuramente nessun burlone avrebbe potuto dimostrare meglio la vera natura di una numero – forse eccessivamente alto - di leader politici, giornalisti e famosi scienziati pachistani.
10:33 Scritto da yuumei in Economia, Energia, Motori, Opinione, Ricerca & Sviluppo, Scienza, Tecnologia, Video | Link permanente | Commenti (0) | Tag: pakistan, auto ad acqua, video, tecnologia, scienza, ricerca, motori, economia, ecologia, truffa, termodinamica, biologia, frode scientifica, opinione | OKNOtizie | |
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martedì, 09 agosto 2011
Regno Unito: Energia dai vecchi rifiuti
Da sempre, l’uomo ha preferito stabilire la propria dimora vicino alle risorse più essenziali alla sopravvivenza. Forse è questa capacità di preveggenza che ha fatto si che oggi le città succhia-energia del vecchio continente si trovino nei paraggi delle 150.000 discariche sparse per l’Europa: se il progetto pilota dell’azienda inglese Advanced Plasma Power (APP) dovesse dare gli sperati frutti, infatti, queste montagne di rifiuti potrebbero presto fornire a queste città agognate risorse energetiche.
16:57 Scritto da yuumei in Attualità, Ecologia, Economia, Energia, Opinione, Ricerca & Sviluppo, Scienza, Tecnologia, Video | Link permanente | Commenti (0) | Tag: energia, rifiuti, ambiente, biomassa, gasplasma, tecnologia, opinione, video, ecocompatibilità | OKNOtizie | |
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martedì, 12 luglio 2011
Il potere infinito dell’acqua di mare
Mentre molte nazioni stanno cancellando i propri progetti di investimento nella produzione di energia dal nucleare – l’Italia e la Germania sono solo le ultime ad averne dato notizia – si gettano i presupposti per nuovi scenari, nei quali scienza e tecnologia possono fornire alternative sostenibili, come la Fusione: una tecnologia che permette la produzione energetica senza emissioni di gas serra e il cui utilizzo non crea il rischio di incidenti catastrofici.
19:07 Scritto da yuumei in Attualità, Economia, Energia, Ricerca & Sviluppo, Scienza, Tecnologia, Video | Link permanente | Commenti (0) | Tag: fusione, scienza, tecnologia, energia, ricerca, oceani, termonucleare, plasma | OKNOtizie | |
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lunedì, 12 gennaio 2009
Obama e l'etanolo di granoturco
Fra le pratiche “impossibili” che aspettano il neo presidente Barack Obama alla Casa Bianca appare l'etanolo. Poiché, il prossimo 20 gennaio 2009, il nuovo presidente dovrà anche dedicarsi ad una delle sue promesse di campagna elettorale, il sostegno a questo surrogato del petrolio.
13:58 Scritto da yuumei in Attualità, Ecologia, Economia, Energia, Opinione | Link permanente | Commenti (0) | Tag: energia, etanolo, obama, e-10, politica, idrocarburi, luis batista | OKNOtizie | |
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mercoledì, 17 dicembre 2008
La Cina lancia la sua prima automobile ibrida
Con la F3DM commercializzata questo lunedi da BYD Auto, la giapponese Toyota Prius ha ormai una rivale cinese nell'Impero di Mezzo o presto negli Stati Uniti per non parlare dell’Europa. Poiché entro il 2010, la società con sede nella provincia di Shenzhen, detenuta al 9,9% da Warren Buffet, intende allargare all'America la sua conquista del mercato delle auto ad energia rinnovabile. Le giapponesi Toyota Prius e Honda Civic Hybrid hanno ormai una rivale cinese. Questo lunedì, la società BYD Auto, ha iniziato la commercializzazione della prima automobile ibrida elettricità-benzina mai prodotta in serie in Cina.
17:13 Scritto da yuumei in Ecologia, Energia, Motori, Tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Tag: ecologia, cina, motori, auto, f3dm, prius, energia rinnovabile | OKNOtizie | |
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lunedì, 15 ottobre 2007
Silicio il grano di sabbia porta fortuna
Dallo sconfinato deserto del Sahara e della Namibia alle spiagge di Rio de Janeiro o i vari laghi di cava in Italia luoghi che possono già da oggi svolgere un ruolo importante – e per di più molto lucrativo – per fronteggiare i crescenti problemi energetici del pianeta. Ciò che li accomuna è la presenza di silicio nella loro sabbia. Con una quota del 25,8 per cento, questo elemento chimico di simbolo Si della tavola periodica è secondo soltanto all’ossigeno per presenza e reperibilità sulla crosta terrestre. Ma ad oggi prima di poterlo vendere con profitto bisogna sottoporlo a complessi, e soprattutto costosi nonché distabile impatto ecologico, processi di raffi nazione.
Il silicio non è, però soltanto un metallo della tavola periodica degli elementi, infatti, è pure una materia prima negoziata a livello mondiale, con quotazioni che attualmente raggiungono i massimi storici. Nell’ultimo biennio il suo prezzo è letteralmente raddoppiato, per fissarsi ormai sopra i 50 dollari al chilo, con forte e sicura tendenza al rialzo. La solidità della congiuntura ha galvanizzato la domanda dell’industria elettronica, che per la produzione di computer, telefonini o lettori MP3 non può prescindere dal silicio. Però, già da un po’ di tempo, tuttavia, gli operatori attivi sui mercati delle commodity hanno nuovi clienti, ovvero, le società che operano nel campo dell’energia solare, dove il silicio costituisce ad oggi l’elemento di base. Tutto questo grazie alle sue proprietà di semiconduttore intrinseco, esso diventa conduttivo grazie ai fotoni (luce) o al calore.
Da tempo la produzione di celle fotovoltaiche non è più relegata negli scantinati di ricercatori incalliti intenti ad assemblare pannelli nella speranza di produrre corrente. Oggi siamo di fronte ad un settore industriale completamente nuovo, specializzato nella produzione di collettori solari. Ditte come il norvegese REC Group o la tedesca Solarworld sono i leader di mercato mondiali di questo giovane comparto energetico-tecnologico. Va tuttavia puntualizzato che l’energia solare non esercita il suo fascino soltanto a causa del caro-greggio, questo perchè nel quadro del Protocollo di Kyoto i paesi industrializzati si sono impegnati a ridurre le emissioni responsabili dell’effetto serra, e di conseguenza a trovare fonti energetiche alternative. Il risultato di questa azione spinge il settore dell’energia solare in avanti portandolo a vivere un boom senza precedenti.
Ma non tutto è oro ciò che luccica, infatti, questo sviluppo pare tuttavia destinato a rallentare il passo, conseguenza di ciò, l’esplosione della domanda di celle fotovoltaiche si contrappone un’offerta ridotta nel mercato di silicio raffinato. In aggiunta, il mercato mondiale di questo metallo è controllato da pochissimi fornitori che si potrebbero anche definire multinazionali, tra cui si annoverano il gruppo chimico giapponese Tokuyama, la statunitense Hemlock e la tedesca Wacker Chemie. La conseguenza di questa concentrazione dell’offerta in mano a poche aziende è che il prezzo del silicio avanza imperterrito e non accenna a fermare la sua corsa. Non ci si meraviglia quindi che gli operatori del settore inizino a chiamarlo anche «oro grigio».
Allo stato puro esso forma dei cristalli grigio scuro che ricordano un poco per la sua forma, i diamanti. Viene smerciato in tutto il mondo per un volume di negoziazione annuo di centinaia di migliaia di tonnellate. Per potersi accaparrare una fetta di questo redditizio mercato, tutte le industrie coinvolte si stanno adoperando per aumentare le rispettive capacità di produzione. Lo scorso mese di gennaio la tedesca Wacker Chemie, ha, ad esempio, avviato i lavori di ampliamento del suo impianto di Burghausen, località che si affaccia sulla riva sinistra del fiume Salzach al confine con l’Austria. La nuova infrastruttura, secondo quanto communicato dall’azienda, permetterà di passare dalle attuali 5.500 a 9.000 tonnellate. Un progetto che tuttavia ha il suo prezzo, la Wacker Chemie parla di un investimento di 200 milioni di euro.
Un certo rischio residuo presente nel settore è tuttavia inevitabile. Dopo il boom dei computer, trainato dalla information technology, alla fine degli anni Novanta si è visto con quale rapidità i sogni possano frantumarsi. Anche quelli dei produttori di silicio, che hanno assistito al crollo dei prezzi con i magazzini colmi di metallo raffinato. Nel frattempo il settore si è risollevato dalla crisi, le quotazioni hanno ripreso a salire e nulla lascia prevedere un’inversione di tendenza.
Conclusione
Ma in ambito globale quali sono le prospettive nel settore? Negli Stati Uniti la promozione delle fonti energetiche rinnovabili è diventata un affare di Stato. Nel discorso alla Nazione di inizio anno il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha dato nuovi impulsi al settore, preannunciando di aumentare del 22 per cento le sovvenzioni statali per il sostegno dell’energia alternativa al fine di ridurre la dipendenza del paese dal petrolio.
E cosi nella soleggiata California le intenzioni hanno assunto concretezza già in gennaio, con l’annuncio del maggior programma solare mai realizzato su suolo americano. L’Autorità di regolazione statale PUC (Public Utilities Commission) ha varato un piano di undici anni che prevede la promozione su vasta scala dell’energia solare.
Le economie domestiche e le imprese beneficeranno di agevolazioni se adotteranno questo tipo di energia. Secondo i calcoli della PUC, in questo modo l’approvvigionamento di energia elettrica dovrebbe raggiungere 2,3 milioni di cittadini della California.
Gli impianti solari dello Stato sarebbero in grado di sfornare 3000 megawatt di energia, l’equivalente di sei centrali elettriche tradizionali. Al momento negli Stati Uniti la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica è di soli 400 megawatt. Una volta attuati i progetti, la California potrebbe accodarsi dietro il Giappone e la Germania come terzo produttore mondiale di energia solare.
Una cosa è certa: la skyline di San Francisco, Los Angeles e Santa Barbara subirà delle vistose modifiche. Sui tetti della California è infatti previsto il montaggio di un milione di impianti solari.
Nota
Dopo l’onerosa raffinazione del silicio vengono prodotti i cosiddetti «wafer». In un laborioso processo si ottengono dei lingotti cilindrici, lunghi fino a due metri e con un diametro di 30 centimetri, che vengono successivamente tagliati a uno spessore di mezzo millimetro.
I «wafer» servono poi da elementi di base per l’assemblaggio di semiconduttori e celle solari. I maggiori paesi produttori mondiali sono il Giappone, Taiwan, ma anche la Germania, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti.
Scritto: da LuisB
18:49 Scritto da yuumei in Attualità, Economia, Energia, Geopolitica, Ricerca & Sviluppo, Tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Tag: energia, economia, rinnovabili, ecologia, solare, silicio, wafer | OKNOtizie | |
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giovedì, 04 ottobre 2007
I 10 luoghi più inquinati del pianeta
Recentemente l’organizzazione ambientalista statunitense Blacksmith Institute, in cooperazione con Green Cross Svizzera, ha stilato l’elenco dei dieci luoghi più inquinati del mondo per il presente anno 2007. La maggior parte delle località inserite nella lista Dirty 30 si trova in Asia: Cina, India e Russia sono i Paesi più rappresentati.
I criteri alla base di questa selezione sono stati elaborati da un team di esperti internazionali che inglobano ricercatori della Johns Hopkins University, del Hunter College, della Harvard University, dell’IIT Delhi, della University of Idaho, del Mt. Sinai Hospital di New York e primari collaboratori di aziende internazionali per la tutela dell’ambiente. Per quanto riguarda la metodologia, quest’anno è stato dato maggior peso all’entità e alla tossicità della contaminazione e al numero delle persone esposte al rischio.
Nella lista quest'anno figurano Sumgait, in Azerbaijan; Linfen e Tianjin, in Cina; Sukinda e Vapi, in India; La Oroya, in Perù; Dzerzinsk e Norilsk, in Russia; Cernobyl in Ucraina e Kabwe, in Zambia. Sono in parte riconferme, in parte nuovi arrivi. Escono dai top ten, ma restano tra i primi trenta, Haina (Repubblica Dominicana), Ranipet (India), Mailuu Suu (Kirghizstan) e Rudnaya Pristan (Russia). Vi entra in cambio a pieno titolo il complesso industriale per la produzione del piombo di Tianjin, in Cina, considerato da solo responsabile della metà dell’inquinamento totale della regione.
Tra gli agenti tossici rilasciati in abbondanza nell'ambiente si trova in quantità massicce il micidiale piombo, una sostanza additata fra le più pericolose per lo sviluppo intellettuale dei bambini. Preso in considerazione per la prima volta anche il centro di Vapi, in India, un esempio di sfruttamento industriale «selvaggio»: in questa località sono presenti più di 50 fabbriche che contaminano il suolo e la falda freatica locale con pesticidi, PCB, cromo, mercurio, piombo e cadmio. La quantità di mercurio presente nella falda freatica di Vapi è 96 volte più alta di quella raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
C'è poi il centro minerario di Sukida, anch'esso presente in India, dove si concentrano oltre il 97% degli scarichi di cromo del Paese, rilasciati nelle riserve di acqua potabile da dodici miniere sfruttate senza il minimo controllo ambientale. Sumgait, in Azerbaijan, è un lascito dell’ex Unione Sovietica: un complesso industriale che inquina la regione con prodotti chimici industriali e metalli pesanti. Il risultato è un tasso di tumori tra la popolazione locale dal 22% al 51% più elevato della media del Paese. Particolare allarme desta l'alto numero di mutazioni genetiche registrato specialmente fra i neonati.
Nella Repubblica popolare cinese a detenere lo scettro della città più malsana è Linfen, nella provincia Shanxi, centro minerario importantissimo la cui attività estrattiva è legata al carbone. L'industria di Linfen, per dire, produce i due terzi del fabbisogno cinese di energia. Qui, l'emergenza è legata soprattutto all'inquinamento dell'aria che mette a rischio 200 mila persone, a causa della presenza di monossido di carbonio, arsenico, piombo e soprattutto delle terribili Pm-10, le particelle sottili che si insinuano ovunque.
Nella Federazione Russa a Dzerzinsk sono ben oltre 300 mila le persone potenzialmente a rischio, a causa della presenza di scarti chimici e tossici provenienti da una fabbrica che produceva armi nel periodo della guerra fredda. Dallo stabilimento uscivano anche gas nervino e altri gas letali i cui effetti tossici sono legati al triossido di arsenico, all'acido prussico, al fosgene, alla diossina e ad altri componenti chimici. Dzerzinsk - per i russi - è una città di morte e distruzione come dimostra anche l'aspettativa di vita degli abitanti: 42 anni per gli uomini e 47 per le donne.
In Sud America, nell’Perù più precisamente nella cittadina mineraria andina de La Oroya - dove ha anche sede un polo di industria pesante - che dagli anni Venti mette in pericolo la vita dei suoi abitanti, costantemente esposti a emissioni tossiche. Anche in questo caso si parla di altissimi livelli di piombo nel sangue, soprattutto dei bambini, il cui sviluppo mentale, spiegano i ricercatori, è compromesso. Secondo gli studi condotti dal Dipartimento generale della salute ambientale del Perù nel 1999, il 19 per cento dei più piccoli ha livelli di metallo pesante nel sangue che eccedono le soglie consentite.
Nel continente africano lo Zambia, e in particolare, la città di Zabwe, che dista circa 150 chilometri dalla capitale Lusaka, qui il problema è soprattutto provocato dal letale piombo. Che si infiltra ovunque, anche nel sangue dei abitanti più piccoli. Zabwe è una delle sei città ubicate nella zona del Copperbelt, un tempo fiorente area industriale dello Zambia proprio a causa dei giacimenti minerari. Fino al 1964 si è continuato a estrarre (centralizzato soprattutto sull’piombo) senza che il governo centrale – uno dei più corrotti all’mondo - prendesse alcuna misura di sicurezza. Oggi industrie e miniere non sono più attive, ma è rimasto l'inquinamento in maniera constante nello territorio. Il livello di contaminazione del suolo da piombo, zinco, cadmio e rame in un'area di oltre 20 chilometri quadrati è molto più alto rispetto alle soglie indicate dall'Organizzazione mondiale della sanità. Abitanti a rischio ad oggi superano e 250 mila individui.
Per approfondimento
Blacksmith Institutel’organizzazione opera in tutto il mondo per identificare e bonificare i luoghi più inquinati del pianeta, utilizzando una metodologia da loro definita “Pollited Place” che mira a concentrare gli sforzi sugli interventi più efficaci.
Sulle aree inquinate più estese l’organizzazione lavora assieme a partner locali, comprese le autorità governative ambientali, per identificare interventi su larga scala e per recuperare i fondi necessari dalle diverse agenzie internazionali. Dal 1999 ad oggi il Blacksmith Institute ha completato 22 progetti in 6 paesi e attualmente é impegnato in 42 progetti in 12 nazioni.
Il termine inquinamento si riferisce ad un'alterazione di una caratteristica ambientale causata, in particolare, da attività antropica. Il termine è quanto mai generico e comprende molti tipi di inquinamento, il suo uso inoltre non è legato al solo inquinamento ambientale.
Generalmente si parla di inquinamento quando l'alterazione ambientale compromette l'ecosistema danneggiando una o più forme di vita. Allo stesso modo si considerano atti di inquinamento quelli commessi dall'uomo ma non quelli naturali (emissioni gassose naturali, ceneri vulcaniche, aumento della salinità).
Quando si parla di sostanze inquinanti solitamente ci si riferisce a prodotti della lavorazione industriale (o dell'agricoltura industriale) tuttavia è bene ricordare che anche sostanze apparentemente innocue possono compromettere seriamente un ecosistema: per esempio del latte o del sale versati in uno stagno. Inoltre gli inquinanti possono essere sostanze presenti in natura e non frutto dell'azione umana. Infine ciò che è velenoso per una specie può essere vitale per un'altra: le prime forme di vita immisero nell'atmosfera grandi quantità di ossigeno come prodotto di scarto per esse velenoso. (Fonte; Wikipedia)
I dieci luoghi più inquinati del mondo 2007.pdf
Rapporto Blacksmith 2007 (lingua inglese) (Documento in formato PDF 1 MB)
Link
I dieci luoghi più inquinati del mondo 2007 (Mappa interactiva)
Scritto: da LuisB
12:55 Scritto da yuumei in Attualità, Diritti Umani, Ecologia, Economia, Energia, Sanità | Link permanente | Commenti (0) | Tag: inquinamento, salute, diritti umani, polluzione, ecologia, ambiente, vita | OKNOtizie | |
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