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lunedì, 21 maggio 2007
Coppie di fatto all’italiana
Si convive a volte per scelta, a volte per necessità, altre ancora per prova. Qualunque sia il motivo, numerose coppie in Italia preferiscono questa forma di vita in comune al matrimonio. Si tratta di un fenomeno nuovo per l'Italia, mentre in altri Paesi, soprattutto quelli scandinavi, è una realtà ormai consolidata.
Nonostante la sua fama di "cattolico praticante e democristiano" Romano Prodi si prepara a sfidare il Vaticano. Come aveva promesso in campagna elettorale, il capo del governo italiano ha annunciato che il prossimo 31 gennaio 2007 sarà presentato in parlamento un progetto di legge per il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. Ma per il presidente del consiglio non bisogna parlare di matrimoni gay, come nella Spagna di Zapatero.
Secondo il governo la legge servirà semplicemente a garantire un minimo di diritti alle coppie omosessuali. La legge è controversa ha suscitato le perplessità delle componenti democristiane della maggioranza e ha scatenato le "reazioni ostili" della destra e della onnipresente chiesa.
In un editoriale dell'Osservatore Romano, il quotidiano del Vaticano, il governo viene accusato di voler 'sradicare la famiglia”. In Italia l'influenza della chiesa è molto forte, il 90 per cento dei 58 milioni di cittadini si dichiarano cattolici. Di conseguenza l’Italia è un paese confessionale dove pochissimi professano seriamente ma dove moltissimi sono ancora preda di consuetudini e pregiudizi.
Negli ultimi decenni in Italia numerose coppie hanno optato per una vita comunque in regime di convivenza questa invece che la tradizionale forma del matrimonio. Si tratta di un fenomeno nuovo per il nostro Paese, sia a livello pratico giorno a giorno che legislativo, mentre in altri Paesi, soprattutto quelli scandinavi, è una realtà ormai consolidata da moltissimi anni.
In Italia la convivenza non è, nel presente, disciplinata da nessuna legge specifica. Pure essendo un rapporto dal quale non derivano diritti e doveri a livello giuridico, la convivenza può però incidere sulla regolamentazione economica tra due coniugi separati o divorziati: chi convive con una persona e percepisce un assegno di mantenimento può perdere questo diritto se la persona con cui convive provvede al suo mantenimento.
Ciò vuol dire che la situazione delle coppie di fatto spesso è vaga e confusa e i due partner rischiano di vedersi negati alcuni diritti fondamentali, di seguito elencati.
- Se uno dei due partner ha bisogno di un intervento medico urgente e rischioso, l'altro non può autorizzarlo, visto che non figura come parente.
- Il convivente non può chiedere permessi di lavoro se il partner si ammala.
- Il convivente che collabora all'impresa dell'altro non ha nessun diritto. Meglio, quindi, premunirsi con un regolare contratto di società o di lavoro dipendente.
- Se la convivenza termina, il convivente in stato di bisogno non ha diritto a nessun sostegno economico da parte dell'altro.
- Se dalla convivenza sono nati dei figli e questi sono ancora minorenni nel caso in cui la convivenza cessi, l'affidamento è stabilito in base al criterio dell'interesse del minore. Se vi è disaccordo, l'affidamento è deciso dal tribunale per i minorenni. Anche dopo la cessazione della convivenza, il genitore ha l'obbligo di mantenere il figlio che conviva con l'altro partner.
In caso di maltrattamenti di un convivente nei confronti dell'altro si configura il reato di maltrattamenti in famiglia. - Se cessa la convivenza, il proprietario o l'intestatario del contratto d'affitto ha diritto a restare nell'abitazione, salvo un diverso accordo tra le parti. Tuttavia non è lecito "cacciare" l'altro convivente e ogni contrasto dovrà essere risolto dal giudice.
- Se uno dei due conviventi muore e l'appartamento era di sua proprietà, quest'ultimo spetta agli eredi legittimi del defunto. Il convivente potrà continuare ad abitarlo solo se l'altro ne aveva disposto con testamento in suo favore; se invece la casa era in locazione, il convivente ha diritto di subentrarvi nel contratto.
Al fine di tutelare le unione naturali, in alcuni Comuni d'Italia è stato istituito il registro delle unioni civili. Per ora non sono molti i Comuni che hanno istituito tale registro. Tra gli altri ricordiamo: Empoli (il primo, nel 1993), Tarquinia, Milano, Pisa, Voghera.
Panoramica delle unioni civili in Europa
La rilevanza statistica delle unioni civili, e l'ampio dibattito sulla parità dei diritti tra eterosessuali ed omosessuali promosso dai militanti gay, ha fatto si che numerosi Paesi si siano dotati, negli ultimi anni, di una legislazione per riconoscere e garantire diritti per i componenti dell'unione. Nell'Unione europea il quadro relativo alla legislazione sulle convivenze è oggi molto variegato:
- Certi Paesi hanno adottato l'unione registrata, chiamata anche partnership o coabitazione registrata, che garantisce specifici diritti e doveri anche, o solo, alle coppie dello stesso sesso. I diritti e doveri possono essere identici, lievemente diversi o molto diversi da quelli delle coppie normalmente sposate. La registrazione è a volte aperta anche alle coppie etero non sposate; è il caso del Pacs ("Patto civile di solidarietà") approvato in Francia.
- Altri Paesi hanno scelto di regolarizzare le unioni civili con la coabitazione non registrata, con la quale alcuni diritti e doveri sono automaticamente acquisiti dopo uno specifico periodo di coabitazione. La coabitazione non registrata è valida, quasi esclusivamente, per le coppie etero non sposate.
- Alcuni Paesi europei - ad oggi Olanda, Belgio e Spagna - oltre ad aver approvato il riconoscimento giuridico delle coppie non coniugate di qualunque sesso, hanno aperto il matrimonio alle coppie dello stesso sesso per realizzare la parità perfetta tra etero e omosessuali.
In Portogallo sono state approvate nel 2001 due leggi che hanno disciplinato, rispettivamente, le situazioni giuridiche della economia comum ("economia comune") e delle União de facto ("unioni di fatto"). Si tratta della Lei n. 1 6/2001, de 11 de maio, adopta medidas de protecção das pessoas que vivam em economia commum e della Lei n. 7/2001, de 11 maio, adopta medidas de protecção das uniões de facto.
Le due leggi non si escludono a vicenda.
- L'economia comune: La definizione economia commum data dalla legge all'art. 2, è "la situazione di persone che vivano in comunione di vitto e alloggio da più di due anni ed abbiano stabilito un genere di vita in comune basato sull'assistenza reciproca o la ripartizione delle risorse". La legge si applica a nuclei di due o più persone purché una di queste sia maggiorenne.
La legge prevede diritti riguardo al godimento di ferie, permessi e congedi familiari, diritto di preferenza nei trasferimenti riguardanti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, applicazione del regime delle imposte sul reddito, protezione particolare per la residenza in comune e diritto, nella trasmissione ereditaria, alla casa.
- L'unione di fatto: La legge regolamenta, secondo l'art. 1 "la situazione giuridica di due persone, indipendentemente dal sesso, che vivano un un'unione di fatto da più di due anni".
I diritti che garantisce la legge sono gli stessi di coloro che vivono in un'economia comune a cui si aggiunge in caso di morte del convivente benefici economici erogati dal sistema della sicurezza sociale e pensione al coniuge superstite. L'unione si scioglie per la morte di uno dei due membri, per il matrimonio di uno dei due membri o per volontà di uno dei due membri. Nell'ultimo caso deve essere avviata la separazione legale affinché possano essere riconosciuti diritti come nel caso della separazione matrimoniale.
I diritti garantiti da entrambe le leggi sono limitati rispetto a quelli che offre il matrimonio.
In Spagna il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso dal 2005. Alcune regioni (Comunidades autónomas) del Paese riconoscevano già diritti alle coppie di fatto, di sesso uguale o diverso. È il caso della Catalogna, che il 15 luglio 1998 aveva approvato la legge sulle coppie stabili (Legge 10/1998, De uniones estables de pareja - "Legge sulle unioni stabili"), entrata in vigore il 23 ottobre dello stesso anno.
La legge regola diversi aspetti privatistici della relazione di coppia: prevede la responsabilità solidale per le spese domestiche e per alcuni debiti, regola l'uso della casa comune e offre benefici nel caso in cui uno dei partner lavori per il governo catalano. Le coppie omosessuale hanno accesso a questa legge rendendo una dichiarazione con un atto notarile. Le coppie eterosessuali possono regolamentare il loro rapporto o con un atto notarile, o automaticamente dopo una convivenza di più di due anni, o automaticamente per le coppie che convivono e hanno un figlio.
Dopo la Catalogna altre dieci regioni spagnole hanno approvato leggi sulle unioni di fatto, per un totale di 11 comunità su 17. In particolare si tratta dell'Aragona nel 199, la Navarra nel 2000, la Comunità di Valencia, le Isole Baleari e la Comunità di Madrid nel 2001, le Asturie e l'Andalusia nel 2002, le Canarie, l'Estremadura e i Paesi Baschi nel 2003.
Le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono regolarizzate in Svezia dall'Atto 1994: 117, decreto 1994: 1431. La legge garantisce molte delle conseguenze del matrimonio, adozione di bambini inclusa. In Svezia è in discussione l’apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso. La possibilità di ammettere le coppie omosessuali nel matrimonio è stata vagliata in Svezia nel 1978 da una commissione incaricata di sviluppare proposte di legge tese a fronteggiare la discriminazione di omosessuali.
La commissione ritenne prematuro il passo. Dal 1 gennaio 1988 il Paese si era dotato di una legge che garantiva diritti molto limitati, nel campo della proprietà sulla casa comune, alle unioni civili. In particolare la legge disciplina le relazioni giuridiche della coppia (omosessuale o eterosessuale) riguardo la casa comune e i beni acquistati, per uso comune, nel corso della convivenza. Solo nel 1990 il Governo svedese istituì una Commissione per valutare l'opportunità di introdurre una legislazione sulle unioni.
La Commissione ha riferito, a favore delle unioni, nel 1993 ma il governo conservatore era diviso. Il Parlamento allora ordinò la preparazione di un disegno di legge alla Commissione parlamentare permanente sulle questioni di diritto civile e lo approvò il 7 giugno 1994.
Per approfondimento
Si definiscono unioni civili tutte quelle forme di convivenza fra due persone, legate da vincoli affettivi ed economici, che non accedono volontariamente all'istituto giuridico del matrimonio, o che sono impossibilitate a contrarlo, alle quali gli ordinamenti giuridici abbiano dato rilevanza o alle quali abbiano riconosciuto uno status giuridico.
La classe delle unioni civili è molto variegata nel mondo e comprende un'estrema varietà di regole e modelli di disciplina: in particolare, le unioni civili possono riguardare sia coppie di diverso sesso sia coppie dello stesso sesso; il diritto non è rimasto indifferente all'evoluzione dei costumi ed esiste oggi un gran numero di provvedimenti legislativi che disciplinano le nuove unioni.
Forum
Da sempre si convive a volte per scelta, a volte per necessità, altre ancora per prova. Qualunque sia il motivo, numerose coppie in Italia preferiscono questa forma di vita in comune al matrimonio. Vuoi che opinione avete in merito alle unioni civili?
Scritto: da LuisB
15:35 Scritto da yuumei in Attualità, Opinione, Politica, Solidarietà | Link permanente | Commenti (3) | Tag: italia, legge, unioni civili, pacs, matrimonio | OKNOtizie | |
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Commenti
siamo due persone vedovi ultrasettantenni, conviviamo da circa 20 anni, ma per motivi relativi ad probabile eredita (abbiamo figli non in comune ) vorremmo dare una parvenza di legalità senza nuocere a parenti ed affini
Scritto da: renato | mercoledì, 10 settembre 2008
convivo da 15 anni con un vedovo che all'epoca aveva gia' 2 figli, per problemi economici mi aveva promesso di sposarmi dopo 4 anni circa, ne sono passati 15 di anni, ho avuto con lui 2 figli, che non hanno gli stessi diritti di quelli nati nel matrimonio, ho smesso di lavorare per aiutarlo a crescere i suoi figli(sua precisa volonta' e non mia), mi sono fidata e oggi non vuole contrarre ancora matrimonio con me.mi ha intestato un mutuo per comprare casa, e tremo al pensiero che possa succedergli qualcosa, la legge non mi corrisponderebbe ne' pensione di vedovanza ne la sua liquidazione quantomeno per poter estinguere il mutuo, non avro' da vecchia uno straccio di pensione per poter sopravvivere, e tutto questo solo per aver inseguito un sogno, quel maledetto sogno chiamato amore. vorrei poter riavvolgere il nastro della mia vita per non commettere mai piu' quell'enorme sbaglio chiamato convivenza! nell'elenco dei motivi per cui si sceglie di convivere ne manca uno: approfittamento, che spiegato in parole semplici significa: raggirare a belle parole e illusioni una poveraccia che ancora crede nell'amore come una stupida e metterla a fare la cameriera nella propria casa a gratis per il proprio tornaconto. questa e' la mia umile opinione sulla convivenza...a mie spese.CI HO RIMESSO LA MIA VITA E QUELLA DEI MIEI FIGLI. SCUSATE LO SFOGO!
Scritto da: MANILA | martedì, 09 dicembre 2008
convivo da 15 anni con un vedovo che all'epoca aveva già' 2 figli, per problemi economici mi aveva promesso di sposarmi dopo 4 anni circa, ne sono passati 15 di anni, ho avuto con lui 2 figli, che non hanno gli stessi diritti di quelli nati nel matrimonio, ho smesso di lavorare per aiutarlo a crescere i suoi figli (sua precisa volontà' e non mia), mi sono fidata e oggi non vuole contrarre ancora matrimonio con me. Mi ha intestato un mutuo per comprare casa, e tremo al pensiero che possa succedergli qualcosa, la legge non mi corrisponderebbe ne' pensione di vedovanza ne la sua liquidazione quantomeno per poter estinguere il mutuo, non avrò' da vecchia uno straccio di pensione per poter sopravvivere, e tutto questo solo per aver inseguito un sogno, quel maledetto sogno chiamato amore. vorrei poter riavvolgere il nastro della mia vita per non commettere mai più' quell'enorme sbaglio chiamato convivenza! nell'elenco dei motivi per cui si sceglie di convivere ne manca uno: approfittamento, che spiegato in parole semplici significa: raggirare a belle parole e illusioni una poveraccia che ancora crede nell'amore come una stupida e metterla a fare la cameriera nella propria casa a gratis per il proprio tornaconto. questa e' la mia umile opinione sulla convivenza...a mie spese.CI HO RIMESSO LA MIA VITA E QUELLA DEI MIEI FIGLI. SCUSATE LO SFOGO!
Scritto da: MANILA | martedì, 09 dicembre 2008
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