8 trucchi per imparare ad ascoltare la musica

musica,cultura,emozioni,conoscenza,sensi,arte,karma,elliott schwartzIo adoro ascoltare musica, perché ritengo che abbia un grande effetto sulle nostre emozioni. E perché può far rifiorire anche una mente ormai spenta.

E anche se l’orecchio musicale (un talento naturale, non solo per quanto riguarda la produzione, ma anche per il “consumo” della musica) non rientra tra le nostre virtù, è possibile imparare ad “ascoltare” la musica.

Come possiamo imparare a fare una cosa che è così importante (e implicativa) ma troppo spesso data per scontata?

Molte persone (e anche qualche esperto) sostengono che i nostri sensi, nella società contemporanea, siano stati “ottenebrati” dall’abitudine di estraniarsi dal contesto e dall’eccesso di informazioni… perché tornino ad essere sfruttati appieno, quindi, devono essere “riattivati”.

Questi sono otto piccoli trucchi per “risvegliare” le vostre orecchie (e i vostri sensi).

musica,cultura,emozioni,conoscenza,sensi,arte,karma,elliott schwartz1. Sviluppate la vostra sensibilità musicale. Cercate di trovare un aspetto “estetico” in tutti i suoni che vi capita di sentire, dal brusio del motore del frigorifero allo sciabordio di remi che fendono l’acqua di un lago, alle note di un violoncello o di una tromba silenziata.

Quando impariamo ad ascoltare davvero i suoni, possiamo scoprire che in realtà sono tutti piuttosto espressivi, che tutti hanno qualcosa di magico e che possono persino essere belli. Per salire a un livello più complesso, poi, cercate di mettere i suoni in relazione tra loro: ad esempio le note diverse in una successione musicale o – anche – la connessione che ci può essere tra un venditore ambulante di gelati e il vociare dei bambini che giocano nelle vicinanze.

2. Il tempo è una componente cruciale per l’esperienza musicale. Sviluppate una sensibilità per il concetto del passaggio del tempo in relazione ai suoni che sentite: la durata, il movimento e la posizione dei diversi eventi all’interno di un determinato periodo di tempo. Quanto sono lunghi trenta secondi? Come cambia la nostra percezione di quel periodo? Uno stesso intervallo sembrerà avere una diversa durata se cambiano il contesto di azione o di movimento.

musica,cultura,emozioni,conoscenza,sensi,arte,karma,elliott schwartz3. Sviluppate una memoria musicale. Mentre ascoltate un brano, cercate di ricordare se vi sono dei pattern familiari che il brano porta alla vostra mente, cercate di mettere in relazione nuovi eventi con eventi del passato e cercate di inquadrarli in una stessa cornice temporale. Questa capacità richiede un certo esercizio per crescere e migliorare, ma, se vi esercitate, scoprirete che potete usare la vostra memoria anche in questo modo e – proprio come accade quando si impara a nuotare o a andare in bicicletta – la vostra vita non sarà più la stessa.

4. Se vogliamo leggere, scrivere o parlare di musica, dobbiamo acquisire il lessico adeguato. La musica, in linea di massima, è un’arte non-verbale e gli eventi, gli elementi e gli effetti che la caratterizzano sono spesso troppo evanescenti per le parole comuni. Quindi, ancorché in modo non sempre adeguato, dobbiamo imparare le parole speciali necessarie a poterli descrivere.

musica,cultura,emozioni,conoscenza,sensi,arte,karma,elliott schwartz5. Cercate di sviluppare la capacità di “concentrarvi musicalmente”, in particolare quando ascoltate brani lunghi. I compositori e i musicisti imparano a riempire diversi spazi temporali nel modo più appropriato, utilizzando determinati gesti e schemi per pezzi più lunghi e altri per brani più brevi. Anche gli ascoltatori possono imparare ad affinare la propria capacità di ascolto, imparando a riconoscere la diversa durata dei brani, per migliorare le loro capacità di apprezzamento musicale. Non è difficile concentrarsi su una selezione di pochi minuti, ma è virtualmente impossibile mantenere l’attenzione quando si ha a che fare con trenta minuti di sinfonia di Beethoven o con un’opera di Verdi di tre ore.

Questa è un’istanza della quale i compositori sono ben consapevoli: per questo, all’interno di una composizione lunga, posizionano diversi punti di riferimento musicali, così che, anche se l’ascoltatore si distrae, può sempre riconoscere dove si trova e “ritrovarsi”.

musica,cultura,emozioni,conoscenza,sensi,arte,karma,elliott schwartz6. Cerca di ascoltare con obiettività e spassionatamente. Concentratevi su “cosa c’è” e non su cosa vorreste che ci fosse o vi piacerebbe trovare. Nelle prime fasi di apprendimento delle tecniche di ascolto – quando si stanno ancora imparando le terminologie necessarie – è importante utilizzare il vostro nuovo vocabolario tutte le volte che è possibile.

In questo modo potrete imparare a mettere in relazione e a comparare pezzi che hanno stili diversi, che provengono da culture diverse e che addirittura sono stati composti in secoli diversi. Restate concentrati su “cosa c’è” in senso oggettivo e non lasciatevi turbare se il lessico a vostra disposizione è ancora limitato e riduce le vostre capacità di interlocuzione iniziali.

7. Portate la vostra esperienza e le vostre conoscenze nel contesto di ascolto. E questo include non solo la vostra concentrazione e il vostro crescente vocabolario musicale, ma informazioni sulla musica stessa: chi l’ha composta, ad esempio, il contesto storico e  sociale in cui è nata: questo tipo di informazioni rende l’esperienza dell’ascolto molto più piacevole.

musica,cultura,emozioni,conoscenza,sensi,arte,karma,elliott schwartz8. La musica è essenzialmente inutile. Come lo è la vita. C’è musica nel fruscio di una canna. C’è musica nello zampillio di una sorgente. C’è musica in tutte le cose che ci circondano nell’universo, se l’uomo fosse in grado di sentirla, sordo prigioniero terreno, in un mondo che è solo un’eco delle sfere universali…

Potrebbe sembrare che ci sia un conflitto, tra quest’ultimo suggerimento e quello precedente, nel quale vi esortavo a concentrarvi solo su “quello che c’è”.

Idealmente sarebbe affascinante ascoltare un nuovo brano musicale senza aspettative e con orecchie pure, come se fossimo extraterrestri, ma un tale grado di oggettività è impossibile.

Qualsiasi ascoltatore, invece, approccia inevitabilmente anche un pezzo mai sentito prima con orecchie già marcate da pregiudizi, esperienze personali e ricordi… e alcuni di questi possono interferire con l’ascolto. Cercate di sostituire questi con altri elementi, più oggettivi, che possano aiutarvi a focalizzare sul pezzo, invece che su sensazioni individuali.

Ovviamente “il lavoro” va ben oltre i suoni che si possono sentire a un qualsiasi concerto, è fatto da interpretazioni precedenti, da esecuzioni registrate, da note scritte a mano sulla carta e da tutte le memorie, le recensioni e le critiche di quelle interpretazioni ed esecuzioni, all’infinito. Acquisire più informazioni su ciascuno di questi fattori allarga il nostro campo percettivo riguardo al pezzo stesso, e ci consente anche – in fondo – di imparare molte cose sugli altri, perché ci avviciniamo alle persone, quando ascoltiamo (e comprendiamo) la musica che ha significato per loro.

Nota: curiosamente, se sostituite “ascoltare” con “leggere” e “scritto” con “musica” questa lista risulta altrettanto valida e degna di attenzione… e diventa un antidoto altrettanto necessario all’ottenebrazione dei nostri sensi, brutta conseguenza delle nostre moderne modalità di consumare informazioni.

Scritto: da Luis Batista

 

 

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8 trucchi per imparare ad ascoltare la musicaultima modifica: 2012-08-27T12:53:00+00:00da bellefotoblog
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