Borseggio elettronico: tra mito e realtà

borseggio elettronico,rfid,nfc,tecnologia,sicurezza,carte di credito,cybercriminali,economia,video,cellulari,furto identitàSe uno sconosciuto vi sfiorasse, controllereste le vostre tasche per verificare che il vostro portafogli fosse ancora al suo posto? Vi accorgereste di essere stati derubati?

E proprio ora che credete di aver preso ogni possibile precauzione per proteggervi dal furto di identità ecco che scoprite un nuovo, terribile, pericolo: la tecnologia avanzata dei nostri giorni, infatti – che ci consente di fare cose straordinarie – offre, però, purtroppo anche nuovi metodi tecnologici ai “tecnoborseggiatori” per spellarci a dovere, malgrado tutta la nostra attenzione al bancomat o quando facciamo acquisti online o tramite il cellulare.

I cybercriminali, infatti, restano sempre un passo avanti nel gioco tecnologico. Sapete ad esempio che qualcuno può rubarvi i dati dal bancomat o dalla carta di credito in pochi secondi e senza nemmeno toccare il vostro portafogli? Come? Con un sistema è conosciuto come RFID, cioè “Radio Frequency Identification”.

Mai sentito? Funziona così:

borseggio elettronico,rfid,nfc,tecnologia,sicurezza,carte di credito,cybercriminali,economia,video,cellulari,furto identitàLa tecnologia della identificazione tramite radiofrequenza nasce con lo scopo di consentire pagamenti più facili e più veloci, bypassando il passaggio fisico della carta o del bancomat nel lettore e consentendo la lettura e l’identificazione del mezzo di pagamento semplicemente sventolandolo davanti a uno scanner.

Il borseggiatore digitale (o il rapinatore high-tech) può usare un piccolo scanner e rubarvi tutte le informazioni stando comodamente (e occultamente) a pochi passi da voi… E, se munito di un laptop e di un’antenna, il ladro tecnologico può raccogliere le informazioni (numero di carta, data di scadenza e a volte persino il vostro nome) direttamente dal vostro portafogli… È così semplice!

Recentemente l’esperto in sicurezza Walt Augustinowicz ha dichiarato che i nuovi sistemi tecnologici progettati per rendere più semplice e veloce il processo di acquisto potrebbero di contro mettere a rischio proprio la sicurezza dei dati sensibili degli strumenti di pagamento.
In un centro commerciale di New York, ad esempio, Augustinowicz ha mostrato, durante il programma televisivo di Paul Boyd “Inside Edition’s”, come questo può accadere e in pochi secondi ha “borseggiato” quattro ignari clienti senza nemmeno toccare con un dito borse o portafogli.

Anche i passaporti e i documenti di identità muniti di chip elettronico sono a rischio, quindi è opportuno essere consapevoli dei pericoli e adottare alcune piccole misure per salvaguardarsi, senza tuttavia andare nel panico!

Portare la vostra attenzione su questo argomento, infatti, non ha la finalità di accrescere l’ansia (di cui già soffriamo un po’ tutti) in merito al furto elettronico di dati, ma solo di accrescere la consapevolezza e la conoscenza di questa tecnologia e di come può essere usata per invadere, sondare e rubare dati personali da vittime inconsapevoli.

Cosa fare e cosa tenere a mente:

borseggio elettronico,rfid,nfc,tecnologia,sicurezza,carte di credito,cybercriminali,economia,video,cellulari,furto identità•    Munirsi di un portafogli, di un portadocumenti o di un portacarte disegnato per schermare i dati dei vostri documenti dalla tecnologia RFID è una buona idea, così come lo è tenere più carte insieme nel portafogli, poiché la lettura di più dati contemporaneamente crea confusione nel processo di scansione. In particolare questi accorgimenti potrebbero essere utili se viaggiate: stazioni ed aeroporti potrebbero essere luoghi in cui un “cyberborseggiatore” può restare indisturbato con il suo computer a raccogliere dati.

•    Ricordate che la maggior parte delle transazioni – online o telefoniche – richiedono il vostro nome e il codice di verifica oltre al numero della carta di credito per andare a buon fine e che queste informazioni non sono digitalizzate nella carta e quindi non possono essere estratte tramite RFID. Inoltre, perché i dati vengano letti correttamente, è necessario che la carta sia piuttosto vicina allo scanner, a non più di 5/6 centimetri.

•    È impossibile clonare una transazione magnetica o tramite chip utilizzando solo il numero di carta e la data di scadenza.

•    Ogni transazione PayPass (quelle che utilizzano la tecnologia RFID) possiede un codice di verifica univoco, senza il quale la transazione viene rifiutata.

•    Il vostro PIN, il vostro nome e il codice di verifica non sono informazioni digitalizzate sull’antenna della carta e quindi non sono catturabili da uno scanner.

Niente panico, quindi, ma solo consapevolezza ed attenzione: l’utilizzo criminale del RFID è uno degli ultimi escamotage che possono mettere a rischio la nostra privacy e la sicurezza delle nostre identità.

I produttori sia delle carte che dei loro sistemi di sicurezza sono granitici nel sostenere l’impenetrabilità e la protezione crittografica dei dati, tuttavia con il crescere delle opportunità tecnologiche per tutti, è essenziale che ognuno di noi si armi della conoscenza e degli strumenti necessari ad ostacolare tutte le possibili attività che possono mettere a rischio la nostra sicurezza e i nostri risparmi.

Approfondimento

Link Radio Frequency IDentification fonte Wikipedia / Virgilio Sapere

Scritto: da Luis Batista
 
 


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Borseggio elettronico: tra mito e realtàultima modifica: 2012-01-25T17:09:00+00:00da bellefotoblog
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