Dubai: le vulnerabilità di un sogno di successo

705990079.jpgL‘incapacità del governo di Dubai di rifinanziare il massiccio debito accumulato dalla principale azienda immobiliare statale, Dubai World, ha scosso il mondo intero, facendo sorgere, in molti osservatori, perplessità riguardo non solo alla severità della crisi economica in essere ma anche riguardo alla vera identità di Dubai e, soprattutto, su chi ne ha il controllo.

Malgrado sia stata spesso descritta come una città-stato o addirittura and un vero e proprio stato di diritto, Dubai è uno dei membri costitutivi della federazione degli Emirati Arabi Uniti, assieme ad altri sei emirati. Solo uno di questi, Abu Dhabi, possiede sostanziali riserve di petrolio e, di conseguenza, ha dominato la maggior parte delle aree di politica federale – inclusi gli affari esteri e la difesa – sin dalla costituzione degli Emirati Arabi Uniti in seguito al ritiro della Gran Bretagna dal Golfo Persico nel 1971.

Controllo

d06_16744297.jpgDubai, tuttavia, ha sempre mantenuto una certa autonomia all’interno della federazione, grazie alla propria lunga storia di successo come porto franco. Quando fu stilata la costituzione degli EAU, questa relativa indipendenza fu tenuta in considerazione, consentendo ad ogni Emirato di mantenere il controllo sulle proprie risorse naturali e sul percorso di sviluppo economico. Gradualmente, Dubai acconsentì ad integrarsi sempre più con gli altri all’interno degli EAU, finendo con il “consegnare” alla federazione la propria milizia – la Dubai Defence Force – nel 1996.

d08_16629549.jpgQuesta mossa, però, fu interpretata, al tempo, come un modo per trasferire un servizio costoso al governo federale e consentire così all’emirato di Dubai di perseguire le proprie ambizioni economiche. Con poche riserve petrolifere, l’unica speranza per Dubai di mantenere un’identità distinta rispetto alla più potente Abu Dhabi, era quella di diversificare le proprie valenze in modo molto rapido, potenziando settori non legati al petrolio quali il turismo di lusso e le proprietà immobiliari.

Superamento dei limiti

d19_17063633.jpgSulla carta è stato un successo, considerando che nel 2008 oltre il 95% del PIL era costituita da questi settori. Con l’arrivo della strozzatura creditizia indotta dalla crisi economica globale, però, buona parte di questo successo ha iniziato a sgretolarsi, man mano che gli investimenti diretti stranieri e il desiderio per queste attività hanno iniziato a scemare. Dubai ha anche esteso in modo eccessivo, e malamente, i propri limiti facendo grandi debiti per finanziare molti dei propri mega-progetti – incluse gigantesche isole artificiali. Molti di questi progetti avrebbero necessitato ulteriori finanziamenti nell’immediato futuro, motivo per il quale il governo dell’emirato ha passato buona parte del 2009 a cercare di attrarre finanziatori internazionali, purtroppo senza molto successo.

d01_16735831.jpgCon la – seppur limitata – assistenza finanziaria fornita da Abu Dhabi, sia nel febbraio 2009 che all’inizio della scorsa settimana, Dubai è riuscita a mantenersi a galla. In seguito alla palese riluttanza da parte di Abu Dhabi di farsi carico completamente delle difficoltà di Dubai, però, molta attenzione è stata posta sulle relazioni tra i due emirati, in particolare alla luce delle recenti difficoltà. E se Abu Dhabi non fornirà un aiuto più consistente, il governo di Dubai dovrà presto dichiarare bancarotta.

Competizione

d13_16842187.jpgSebbene l’emiro di Dubai, lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, abbia recentemente intimato ai giornalisti di “tacere” e di smettere di riferirsi a Dubai e ad Abu Dhabi come a due entità separate, e benché la famiglia Al Maktoum sia della stessa tribù da cui proviene la famiglia Al Nahyan, regnante di Abu Dhabi – i Bani Yas – le due dinastie hanno in ogni caso alle spalle una lunga storia di rivalità. Nel 1833, Dubai si separò da Abu Dhabi e fu costretto a fare affidamento sulla protezione inglese. Anche negli anni 40 ci fu un conflitto armato tra i due vicini e, più recentemente, si è instaurata tra i due un’intensa competizione, che ha addirittura visto la costituzione da ciascun lato di una propria compagnia aerea di bandiera, nonostante le evidenti sovrapposizioni. Di conseguenza, un’ulteriore assistenza da parte di Abu Dhabi è lontana dall’essere garantita.

d07_16567189.jpgAldilà delle conseguenze sul governo e sulla famiglia regnante, ci si può aspettare che l’impatto della crisi in Dubai avrà un impatto ben più ampio: migliaia di lavoratori, provenienti per la maggior parte dal Sud Est asiatico, sono già bloccati nell’emirato e probabilmente se ne aggiungeranno molti altri nelle prossime settimane, man mano che le aziende cesseranno le attività o dovranno affrontare severi tagli di costi. Questi uomini avranno difficoltà a tornare a casa. E, in modo similare, molti altri espatriati, alcuni occidentali, perderanno il proprio lavoro. E molti altri stranieri che hanno investito nel tanto decantato settore immobiliare potrebbero sostenere sostanziali perdite sulle proprietà acquisite come investimenti o come lussuose residenze di vacanza.

Scritto: da LuisB


 

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Dubai: le vulnerabilità di un sogno di successoultima modifica: 2009-11-30T12:30:00+00:00da bellefotoblog
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